AVANTI CON FORZA E UMILTA'
AVANTI CON FORZA E UMILTA'

AVANTI CON FORZA E UMILTÀ

Sembrava non potesse e non dovesse finire mai l’identificazione dell’Associazione “Casa Famiglia Rosetta” con la presenza di don Vincenzo Sorce: ideatore, fondatore, moltiplicatore inesauribile di fronti d’impegno, tenacissimo e competente stimolatore o elaboratore egli stesso di progetti di ricerca dell’eccellenza con il miglioramento della qualità dei servizi resi agli utenti e la crescita della formazione degli operatori; prete inesauribilmente votato all’opzione degli ultimi, ma anche manager illuminato, e naturalmente storico presidente dell’Associazione.

Adesso, dal 4 marzo, la presenza fisica non c’è più, ma la presenza carismatica di padre Sorce rimane forte e propulsiva, e l’Associazione “Casa Famiglia Rosetta” continuerà la sua missione: perché - come qualcuno ricordava a don Vincenzo nei momenti d’incertezza per ostacoli e difficoltà - questa è un’opera sì terrena ma - lo dimostrano tanti segnali colti in oltre trent’anni - voluta dal Signore e dal suo amore per le persone sofferenti, fragili, tormentate nel fisico o nello spirito da disabilità, dipendenze, ferite visibili o nascoste.

Di questo progetto di Dio e della Provvidenza – al primo posto l’attenzione per gli utenti - il nostro Padre Sorce con passione e competenza e fedeltà all’amore di Cristo per ogni fratello  è stato strumento ed esecutore prezioso e fecondo; ha insegnato con coinvolgente chiarezza la prospettiva e la strada a tutti coloro che gli siamo stati in vario modo vicini; ha costruito solide competenze e forte motivazione nelle strutture e una rete prestigiosa di collaboratori di alta qualificazione scientifica; ha conquistato all’Associazione eccellente qualità e prestigio anche al di là dei confini nazionali.

Ha pure fatto in modo che non ci fosse, alla sua morte, neppure un vuoto formale al vertice che avrebbe aggiunto sbandamento allo sgomento e al dolore: nello scorso autunno aveva chiesto a chi scrive queste note di assumere – con elezione da parte del Consiglio - la legale rappresentanza dell’Associazione per sollevarlo da una serie di doveri formali. Cercai di schermirmi e di evitare, ma non potei sottrarmi perché don Vincenzo fu irremovibile ricordandomi i quasi quarant’anni di amicizia fraterna vissuta nell’Associazione e nei rapporti personali di confidenze e condivisione di visioni, scelte, segreti. Non pensavo che con questo - per investitura diretta da Padre Sorce - mi sarei presto trovato a dover svolgere a pieno il ruolo di presidente dell’Associazione.

E’ una responsabilità enorme, che svolgo in continuo e proficuo raccordo con gli altri componenti del Consiglio di direzione – tutte persone di grande valore, e generosamente vicine – e con gli altri componenti di rilievo dell’Associazione a partire dal prof. Umberto Nizzoli, prestigioso e prezioso supervisore scientifico dei programmi terapeutici e di formazione degli operatori.

Oggi siamo tutti impegnati – ancora più di prima – a lavorare perché l’Associazione continui a operare nella direzione indicata da don Vincenzo, con prestigio, indipendenza, impermeabilità a rischi d’inquinamento o devianza. È l’impegno condiviso di tutto il consiglio di direzione, è l’impegno degli operatori e collaboratori. Sentiamo tutti forte e lacerante l’assenza fisica di don Vincenzo, ma lo sentiamo ancora tra noi e con noi. E siamo certi che ci sta già guidando nella direzione appropriata, con l’amore fraterno che ci ha generosamente donato in vita e la sua lungimiranza ispirata dalla Provvidenza. Non mancano difficoltà, ostacoli, insidie che pure hanno travagliato la santa vita e l’azione infaticabile di don Vincenzo. “La strada è tanto lunga e tanto dura” ma non ha alternative e siamo determinati ad andare avanti con umiltà ma anche con forza, con una prospettiva ovviamente più collegiale ma solidamente unitaria, testimoni e prosecutori tenaci e leali di un’eredità di straordinario valore umano, spirituale, sociale.                                       

Giorgio De Cristoforo

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