Consiglio ARIS - Padre Virginio Bebber
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Consiglio ARIS - Padre Virginio Bebber

Padre Virginio Bebber, Camilliano, definisce l’ARIS, di cui è presidente, “una grande famiglia dove gli enti che gestiscono la sanità si trovano per condividere un percorso, per condividere anche degli sforzi comuni, per dare risposte quanto più comuni alle varie domande che vengono sia dal territorio nazionale che dalle nostre stesse realtà”.

L’ARIS, attiva dal 1963, si occupa di diversi settori: il settore degli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), degli ospedali classificati, delle case di cura, dei centri di riabilitazione, Residenze sanitarie assistenziali ed ex-istituti psichiatrici. Padre Virginio Bebber sottolinea come in questi anni l’attività dell’ARIS si è occupata di “accompagnare” le diverse strutture e in un primo momento, in questa fase di accompagnamento, è stato portato avanti il discorso del Contratto unico per il personale. Importanti sono state, nel corso di questi anni, le diverse attività di formazione.

Tra gli ultimi progetti, si è sottolineato l’impegno sul problema dei DAT, dove, l’ARIS è stata ascoltata in Senato come Prima Associazione, proprio per “far capire” il valore della vita.

“Per noi è fondamentale, dal momento della nascita fino alla sua conclusione. Vogliamo accompagnare i nostri fratelli fino all’ultimo momento della loro vita.” Queste le Parole di Padre Bebber.

Riguardo l’Associazione “Casa Famiglia Rosetta” la definisce come “una scoperta per noi dell’ARIS. Una delle prime “Case” che ho visitato. Mi è sembrata una realtà inserita nel territorio sociale, che dà risposte alle storie del territorio sociale, che cerca di aiutare le fragilità che sono sul territorio e questo è compito condiviso con i principi dell’ARIS”.

È stato sottolineato come l’ARIS sia parte integrante della Sanità Pubblica. Dal 1978 le istituzioni religiose socio-sanitarie no profit, sono inserite nel Servizio Sanitario Nazionale a pieno diritto, a pieno titolo. Sono parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale. Parlando di Servizio pubblico non è pensabile escludere questa componente dei no profit. Bisognerà al contrario dare più attenzione a questa realtà perché spesso dimenticata. Chiudere queste strutture significherebbe non diminuire le liste di attesa, ma ingigantirle, quadruplicarle e questo è il messaggio da dare al nuovo ministro.

Insieme allo Stato portiamo avanti questo servizio nei confronti dell’uomo ammalato e dell’uomo fragile.

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