Aprile è (sarebbe) il mese della sua prevenzione - Prof. Umberto Nizzoli
Aprile è (sarebbe) il mese della sua prevenzione - Prof. Umberto Nizzoli

Aprile è (sarebbe) il mese della sua prevenzione  - Prof. Umberto Nizzoli

Passo davanti alle locandine che “urlano” i titoli più potenti per attirare l’attenzione dei lettori; i casi di violenza sessuale o di abbandono di minori sono spesso lì a richiamare il pubblico. Cosa succede, le malefatte ai bambini continuano inarrestabili? Aprile è il mese dedicato alla prevenzione dell’abuso all’infanzia. Un mede dedicato a un unico tema. Eppure non si sta facendo abbastanza. Praticamente in nessuna parte del mondo si è raggiunto il livello di civiltà che espelle dalle pratiche “educative” l’abuso ai piccoli. C’è molto da fare in termini di coscienza e di competenza. Ma vediamo di cosa si parla quando si dice “abuso ai minori”. Vediamolo partendo dai lavori di uno degli istituti di ricerca e scientifici più accreditati al mondo, il CDC Center for Disease Control di Atlanta, l’istituto medico cui ci si rifà normalmente quando si parla delle gravi epidemie che minacciano il mondo, la Tbc piuttosto che la SARS o la Zyka o Ebola. Il maltrattamento sui minori include tutti i tipi di abuso e di negligenza su un minore fatto da parte di un genitore o di un'altra persona con un ruolo di custodia (un nonno o un prete o un insegnante) che si traduce in un danno o in una grave minaccia di danno al minore.

Sono quattro i tipici maltrattamenti sui minori:

  • L'abuso fisico: cioè l'uso della forza fisica, come colpire, calciare, scuotere, bruciare;
  • L'abuso sessuale, cioè l'induzione o la costrizione a compiere atti sessuali. Esso include comportamenti come l’accarezzare, il penetrare e l’esporre un bambino ad attività sessuali.
  • L'abuso emotivo (psicologico) cioè comportamenti che danneggiano l'autostima o il benessere emotivo di un bambino. Esempi comuni sono il deridere, l’umiliare, il provocare vergogna, rifiuto, il minacciare pesantemente.
  • La negligenza, cioè l'incapacità di soddisfare i bisogni fisici ed emotivi di base di un bambino; come l’alloggio, il cibo, il vestiario, l’istruzione o le cure mediche.

L’abuso attivo o l'incuria sono molto diffusi. I dati di ricerca stimano che almeno 1 bambino su 7 ha avuto esperienza di abuso o negligenza nell'ultimo anno. Un dato enorme.

Non tutti i bambini, tuttavia, sono esposti all’abuso e alla negligenza allo stesso modo.

I più piccoli più facilmente subiscono abusi fisici e abbandono anche con esiti mortali; i ragazzi tra i 14 ei 17 anni più facilmente sono esposti ad abusi sessuali o a trascuratezza, ma non mortali.

Etnia e reddito familiare sono fattori che possono influenzare l’esposizione del bambino all’abuso. Ad esempio in America i bambini che subiscono più aggressioni al loro equilibrio sono gli afro-americani. Ne subiscono quasi il doppio dei bambini bianchi. La povertà e l’emarginazione sono fattori negativi.

Tra gli strati più poveri della popolazione l’abuso e l’abbandono sono cinque volte maggiori di quelli dei bambini che vivono in famiglie con un reddito elevato.

La vera entità dell'abuso e dell'incuria sono assolutamente sottostimati. E’ un grande problema perché, si sa, i bambini di tutte le età meritano relazioni e ambienti sicuri, stabili e nutrienti. Solo così possono avere una piena salute e realizzare il loro potenziale di vita.

Se si imparasse ad essere attenti e la si smettesse di meravigliarsi dopo che i fatti sono diventati cronaca nera, si saprebbe dove guardare per anticipare l’accadimento dell’abuso; in altre parole i fattori di rischio sono noti.

Quando si combinano bisogni particolari del bambino come ritardi dello sviluppo o disabilità che chiedono un particolare aumento di carico per il caregiver  e inadeguatezze di costui, come possono essere la malattia mentale, la tossicodipendenza o la grave povertà, il rischio di abuso diventa molto alto. Basterebbe stare più vicino a questi genitori e ridurne le difficoltà che si farebbe prevenzione dell’abuso. Ne beneficeremmo tutti, non solo quei bambini o quei adulti caregiver.

Infatti le conseguenze sanitarie ed economiche dell'abuso dei minori sono gigantesche. Basta ricordare INSPIRE, il grande studio dell’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, che assieme al CDC, ancora una volta, ha certificato che il maltrattamento dei minori è la più grande causa di malattia mentale e di disturbo del comportamento di cui soffrono le nostre popolazioni. Adulte: perché gli effetti dell’abuso possono farsi sentire per anni, a volte per tutta la vita.

I bambini abusati infatti non possono solo subire lesioni fisiche, come rotture, tagli, lividi o ustioni, ma possono riportare problemi emotivi come stress e ansia che ne danneggiano lo sviluppo cognitivo o fisico con possibili danni al sistema nervoso, endocrino, circolatorio, muscolo-scheletrico, riproduttivo, respiratorio e al sistema immunitario. Prevenire l'abuso dei minori aiuta a prevenire altre forme di violenza che successivamente chi è stato abusato può mettere in atto.

Eppure l’abuso è prevenibile. Almeno in teoria. Comunque è riducibile. Costruire relazioni sicure, stabili e affettivamente nutrienti tra genitori, o tutori, e figli è la chiave d’oro per prevenire l’abuso e le sue pesanti conseguenze. Per questo quando leggo su una locandina il titolo sparato su un qualche abuso non posso non chiedermi: ma prima cosa han fatto quegli adulti lì? e i loro vicini?, e i loro insegnanti?, e gli amministratori dei loro comuni?, e, perché no?, i loro governi? Poveretti i figli di tanta trascuratezza!

Bibliografia

INSPIRE: seven strategies for ending violence against children, World Health Organization, 2016

https://www.cdc.gov/ViolencePrevention/childmaltreatment/

Umberto Nizzoli: psicologo clinico, presidente Società Italiana Disturbi Comportamento Alimentare, supervisore ACFR, già direttore salute mentale e dipendenze patologiche, Ausl RE

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